Un altro tonfo. La settimana sui mercati si chiude con brutte notizie dall’Asia: nonostante lo slancio finale di Wall Street giovedì sera, Tokyo ha perso il 9,6%, Seul il 10,5% ed Hong Kong il 4,66%. La crisi finanziaria degli Usa, insomma, si sta trasferendo velocemente ad est, dove si sconta anche l’ulteriore rafforzamento dello yen sul dollaro, che penalizza i grandi esportatori di auto ed elettronica: basti pensare che a Tokyo Sony ha ceduto il 14,47%, Sharp il 13,54% e Canon il 12,79%. Mentre i colossi i colossi dell’auto, da Mazda a Mitsubishi, da Toyota ad Honda, hanno registrato perdite che vanno dal 6 al 9 per cento.Con questi presupposti, parte malissimo anche la giornata sui mercati europei: in apertura, Parigi perde il 4,8%, Francoforte cede addirittura il 5,5%, mentre l’avvio delle contrattazioni a Londra segna -3%.Giovedì Wall Street ha avuto un andamento irregolare, con un avvio decisamente in rialzo e una chiusura di nuovo in negativo. La preoccupazione degli investitori è rivolta soprattutto ai risultati aziendali di fine anno, dopo il taglio delle stime degli analisti finanziari, che prevedono un calo del 4,4% degli utili delle società quotate: all’inizio del 2008, per le stesse società si era previsto un incremento dell’11 per cento.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80221
il commento di Ottobre 14, 2008
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Una notizia annunciata. Qualche giorno fa l’Amministrazione dello Stato ha sospeso il procedimento per l’assegnazione delle 329 agenzie ippiche storiche e dei 210 negozi di gioco ippico per così dire «avanzati» dal Decreto Bersani. Neanche a dirlo la decisione è collegata a una richiesta di chiarimenti da parte della Commissione delle Comunità Europee in merito all’interpretazione di alcuni articoli. «L’Aams si fa riserva di adottare le determinazioni del caso, non appena il predetto organo comunitario farà conoscere le proprie valutazioni», si legge nel comunicato. C’era da aspettarselo. In tempi non sospetti Maurizio Ughi, presidente di Snai SpA, aveva previsto come sarebbero andate le cose in seguito ai «rumor» provenienti da Bruxelles: «Ci voleva poco per capire che il provvedimento, così come era stato redatto, non garantiva né i vecchi né i nuovi assegnatari», aveva dichiarato al nostro giornale.Ancora più severo il commento di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai: «La mancata pubblicazione del capitolato tecnico non era casuale, voleva pur dire che qualcosa non andava. Condivido appieno la prudente decisione dell’Amministrazione. Sono da rivedere tutti quei punti che avrebbero potuto portare a una nuova impugnazione di fronte alla Corte di Giustizia. Mi riferisco in particolare all’interpretazione sulla distanza dei 200 metri: come va calcolata? Dal punto in cui era presente la vecchia agenzia al momento della concessione o dal punto dove sarà collocata la nuova? Meglio fare le cose con calma.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297963