Riferendosi poi alla ancora più grave “povertà assoluta”, cioè ai nuclei che non hanno i soldi per comprare il paniere essenziale di beni ai prezzi del loro territorio, si registra un aumento di mezzo punto rispetto al 2007.
Considerando che il Nord ha una flessione dello 0,6 per cento, e il Centro un lieve aumento, si può dire che il peggioramento nazionale dipende da come si vive da Roma in giù.
Non si può permettere il minimo per una vita dignitosa il 3,2 per cento del Nord (in diminuzione), poco meno al Centro (dato stabile) e ben il 7,8 per cento del Sud (aumento di due punti rispetto al 2007).Il secondo punto centrale è la difficoltà delle famiglie numerose.
Altra fonte di preoccupazione è il lavoro: se c’è una persona in cerca di occupazione, specie il capofamiglia, la povertà relativa e quella assoluta salgono oltre l’11 per cento.
Fonte:
http://www.avvenire.it/Economia/Istat+rapporto_200907301102178600000.htm