Anche nel frastuono delle sirene che squarciano il silenzio irreale di questo pomeriggio di Genova, anche se abbiamo davanti i lampeggianti, le idrovore e le ambulanze cariche di feriti sembra impossibile crederci.
Lo stesso mare, la stessa acqua in cui non più di due mesi fa sguazzavano i bambini sotto l’occhio attento delle mamme, che di solito preferiscono prendere il sole, una parola che detta oggi suona strana: «Che fai Andrea’
Non contavano più lo spread con i bund tedeschi, la crisi che svuota Fincantieri, le condizioni di salute di Cassano che è rimasto nel cuore dei tifosi sampdoriani.
Però c’era un uomo nei giardinetti della stazione di Brignole, in una mano teneva lo scheletro di un ombrello scarnificato dalle raffiche di vento e con l’altro braccio stringeva la figlia.
Fonte:
http://www.iltempo.it/2011/11/05/1298907-carlo_piano.shtml