DTornelli accesi anche a Palazzo Chigi. Da ieri dirigenti, funzionari e impiegati devono utilizzare un badge per poter aprire le porte di vetro, proprio come si fa (anzi si dovrebbe fare) nelle stazioni della metropolitana. La battaglia contro i politici fannulloni è apparentemente vinta, anche se – a sentire i baristi – le fughe da pausa caffè sono proseguire numerose anche nel giorno dell’esordio del tecnologico varco. Ma andiamo con ordine, cominciando dal ministro Brunetta. Che ieri si è fatto riprendere sorridente e inneggiante alla vittoria con il badge in mano. «Comincia una nuova era, non era mai successo nella storia di Palazzo Chigi che ci fossero controlli in entrata e in uscita. Servirà a garantire più produttività, più presenza e soprattutto più servizi ai cittadini».Brunetta, che ricorda il meno 40 per cento di assenti per malattia a settembre, insiste sul ripristino del perduto senso di responsabilità: «Si apre una nuova stagione di responsabilità e trasparenza nella Pubblica amministrazione».Ma come dicevamo, ieri mattina, attorno a Palazzo Chigi, l’atmosfera è sembrata essere la consueta. Solita frenesia tipica del lunedì mattina e soliti onorevoli alle prese con la tazzina di caffè. Pochi sono a conoscenza del fatto che i dipendenti della Presidenza del Consiglio devono utilizzare un badge per poter raggiungere il posto di lavoro. «Hanno messo i tornelli anche lì? Ci potevano pensare prima – afferma Antonio, barista alla Tazza d’oro, storica caffetteria a due passi dal Pantheon -.
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